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venerdì 27 novembre 2009

Non c'è due senza tre...

Una cosa che si inserisce magnificamente nel filone "Zuppa romana".
Ogni altro commento è superfluo.

lunedì 12 ottobre 2009

Grazie Signore!

E' cominciata una nuova era, da oggi Dio punisce i goffi:

http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_12/germania-treno-studente-mostra-posteriore-trascinato-binari_5dc062ce-b755-11de-b239-00144f02aabc.shtml

martedì 1 settembre 2009

Coccodrillo per Cane= Coccocane

Da oggi i suoi occhiali rimarranno per sempre appoggiati su chissà quale pensile, nella naftalina annegherà il profumo del suo elegante maglioncino.
Sulla sua lapide farà scrivere: Chanel, Cane.
A noi piace ricordarlo così:

venerdì 31 luglio 2009

Nulla può far danno a un uomo buono, né in vita né dopo la morte. (Socrate)

Il mondo oggi lo piange, e tutti noi con esso.
Non era il migliore, o il più vincente, o il più simpatico, o il più mediatico, o il più catenacciaro. Non si può dire che fosse uno che risaltasse. Amava stare lì sullo sfondo: ti ammoniva con un'occhiata se perdevi un confronto diretto che non andava assolutamente perso; con la sua sola presenza ti invitava a non mollare, a crederci ancora, a dare magari fiducia a quel giovane bomber che sembrava aver perso la luce negli occhi e la via della rete. Stringendo il suo trofeo ti ricordava che ogni sforzo sarebbe stato ripagato. Il suo complimento più grande era offrirti il suo silenzioso consiglio, in fondo condividevate la stessa passione e le stesse responsabilità. Emigravi in Argentina, tentavi la fortuna in Portogallo, provavi ad essere profeta in patria, salpavi nella terra d'Albione, sfumavi i tuoi ultimi anni nelle nebbie di Germania; e lui era lì con te. Poterlo chiamare collega significava che, in ogni caso, ce l'avevi fatta: i tuoi sogni erano la tua vita.
Vita che ora se l'è lasciato scappare...
Ma noi, ogni volta che vedremo una banda bicolore lampeggiare, ogni volta che immagineremo di sentire il boato dello stadio impazzito, ogni volta che ci esalteremo di nuovo per il gol di un bomber thailandese o affideremo la fascia di capitano ad un ruvido centrale brasiliano, allora, penseremo a lui.

Perché, chi ha giocato a scudetto 97/98, non ti può dimenticare.

Addio Sir Bobby.

mercoledì 27 maggio 2009

Un premier normale

I più accaniti lettori di quotidiani sapranno già che da qualche giorno La Repubblica propone un questionario di dieci domande che vorrebbe porre a Silvio Berlusconi in merito al Noemi-gate, con intento chiaramente e volutamente provocatorio. Lunedì mattina Giuliano Ferrara ha dedicato la prima pagina de Il Foglio alla vicenda, simulando l’ipotetica intervista.
Visto e considerato che anche io sono dotato di intelligenza, pollice opponibile e qualche chilo in eccesso, ho deciso di fare la stessa cosa, realizzando ovviamente a mio modo questa famosa intervista, immaginandomi quello che potrebbe accadere in un paese dove i giornalisti non sono cortigiani di qualcuno e i politici non sono campioni della coda di paglia.

Signor presidente, come e quando ha conosciuto il signor Letizia?
Più o meno una ventina d’anni fa, in una vacanza a Portofino. Me lo presentò un amico mio e di Confalonieri. Mi dette subito una buona impressione.

Nel corso di questa amicizia quante volte vi siete incontrati e dove?
Per risponderle dovrei avere una memoria impressionante, non so che dirle. Le posso però dire che non lo vedo molto spesso.

Come descriverebbe le ragioni della sua amicizia con Bendetto Letizia?
Io sono stato prima un industriale, poi un politico. Un industriale deve cercare di non perdere mai i contatti col mondo esterno per non rimanere escluso da quelle che a livello professionale possono essere importanti novità. Un politico poi deve fare in modo di creare del consenso sincero attorno a sé. Le ho già detto che mi diede da subito una buona impressione. Aggiungo che buona impressione è stata poi sempre confermata dai suoi comportamenti.

Perché ha discusso delle candidature con Letizia che non è nemmeno iscritto al PDL?
L’ho fatto perché volevo avere un suo parere su alcuni candidati alle europee della circoscrizione Sud che lui conosce a livello personale, dunque molto meglio di me. Vede: per conoscere bene certi uomini di partito è essenziale sapere come sono fuori dalle stanze della politica. Badi bene: a Benedetto ho chiesto solo un parere, un’opinione. Le decisioni si prendono poi, sempre, nelle sedi opportune.

Quando ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?
Sin da quando era piccola, è ovvio.

Quante volte ha avuto modo di incontrare Noemi Letizia e dove?
Che domande! Le ho già detto che non ricordo quante volte ho incontrato il padre; per la figlia vale lo stesso discorso.

Lei si occupa di Noemi e del suo futuro e sostiene economicamente la sua famiglia?
No, ho solo fatto loro qualche regalo in occasioni importanti. Mi permetta di dire una cosa: sono un uomo ricco e se non facessi queste cose verrei additato come avido e tirchio. Se lo faccio però mi si accusa di andare con le ragazzine e di comprare voti. Scusate: cosa dovrei fare per non scontentare nessuno?

È vero che ha promesso a Noemi di favorire la sua carriera nello spettacolo o in politica?
No. E se lei dice così vuol dire che ho detto qualcosa di sbagliato che l’ha illusa. Di sicuro Noemi ha gonfiato qualcosa nelle sua dichiarazioni: è una ragazza giovane che punta in alto, è normale che sia spregiudicata.

Veronica Lario ha detto che lei frequenta minorenni. Ce ne sono altre che incontra o alleva?
Per la miseria quanta malizia! Prima di tutto mi lasci dire che non allevo nessuno, è proprio una brutta espressione, una cafonata. Frequento tantissime persone visto che sono un importante uomo politico. Posso dirlo o cominciate a fare a titoli dicendo che mi credo Napoleone? Ovviamente in mezzo a questa fiumana di gente ci sono anche ragazze giovani e giovanissime.

Sua moglie dice che lei non sta bene e andrebbe aiutato. Quali sono le sue condizioni di salute?
Io sto bene, l’uscita di Veronica è esagerata.

A questo punto Giuliano Ferrara inserisce una ultima domanda, di sicuro la più interessante. Modestamente anche io ne propongo una simile.

Lei ha o ha avuto una relazione extraconiugale con Neomi?
No. Potrei essere suo nonno.

In attesa che un giorno il nostro paese sia guidato da una persona che risponda così (anche dando risposte diverse nel merito, ma che comunque la smetta di gridare perennemente al complotto) continuiamo a roderci il fegato.

giovedì 11 dicembre 2008

I love UdC

Dopo Cosimo Mele, ecco a voi il mitico Alfredo Pacifico

domenica 12 ottobre 2008

E tu che fai? Non vieni?


25 ottobre 2008, Giornata dello Sbattezzo


Alle vostre libere coscienze la decisione.
E per il "regolamento" per sbattezzarsi cliccate qui.

lunedì 29 settembre 2008

Merry Silvio

Come ogni anno, un doveroso omaggio in occasione del genetliaco del più grande comico italiano.


sabato 13 settembre 2008

FROCI COL BOTTO

Allora, partendo dalla franchissima ammissione che probabilmente in cuor mio sono del tutto contrario ad ogni forma di divorzio, cercherò di analizzare nel modo più distaccato possibile questa notizia uscita pochi giorni fa. Mi ha fatto riflettere e sinceramente ancora non ho capito nemmeno quale sia la mia idea definitiva.

http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/gay-divorzio/gay-divorzio/gay-divorzio.html

Per riassumerla brevissimamente: si parla del divorzio dei primi due gay italiani convolati a nozze (in Francia nel 2004).
Ok mettiamo innanzitutto dei paletti: cercherò di tenere fuori da questo discorso (titolo a parte) ogni forma di discriminazione, di razzismo, di differenziazione, anche di velata ironia.
La mia domanda è una sola: in certi momenti non bisognerebbe porre l'interesse generale di fronte a quello particolare?
So benissimo che una storia d'amore, un matrimonio "...resta comunque un fatto privato come privati sono e devono restare i sentimenti", come dichiarato da uno di loro.
Ma è comunque impossibile non pensare alla valenza generale del loro gesto.
Sono il primo ad esserne consapevole: chi attaccherà o strumentalizzerà la loro sarà in realtà un bigotto ipocrita, che non vedeva l'ora di poter riaffermare"i valori tradizionali da contrapporre alla innaturale unione di due persone dello stesso sesso, osteggiata da tutte le religioni del mondo e con esse da ogni persona di buon senso".
Eppure sono anche il primo a pensare che avrebbero fatto mille volte meglio a non sposarsi, a evitare di mettersi a quel tempo sotto i riflettori, a farsi portavoce di una fetta di popolazione che ora probabilmente li sta maledicendo.
Certo, ogni uomo è libero di fare ciò che vuole, fino a che non danneggia un altro uomo.
Ma la loro totale irresponsabilità mi sembra un insulto proprio verso chi magari oggi sta lottando per i diritti di quella minoranza di cui loro stessi fanno parte. Battersi per qualcosa significa sacrificare anche una parte di se per coloro che potranno poi beneficiare delle nostre conquiste, significa esporsi (cosa che i 2 hanno fatto anche troppo bene) consapevoli però che da quel momento in poi sarebbero stati "osservati speciali". E' come se Gandhi fosse stato beccato a picchiare il vicino di casa, come vedere le foto di Bobby Sand sbrodolarsi in un Burger King.
Questo è il punto: la "seconda coppia gay d'Italia" avrebbe potuto divorziare (anzi deve averne il diritto, devono valere per loro esattamente gli stessi diritti delle coppie etero), ma loro no.
Ok, il tuo compagno non ti piace più? Te ne fai una ragione, dormite in letti separati, fate in modo di cambiare città e di non incrociarvi mai più. Ma abbiate la decenza di sacrificare il vostro interesse particolare a tutela di quelli che vorrebbero un giorno poter vivere la vostra stessa esperienza (anche con divorzio incluso, in caso).
A maggior ragione un ragionamento del genere dovrebbe essere compreso da chi, come i due novelli ex coniugi, fa parte di una minoranza. Infatti, anche per esperienza personale, i due dovrebbero sapere benissimo che se in una società ognuno cura il proprio di interesse, senza minimamente considerare quello degli altri, i primi a farne le spese saranno proprio coloro che in questa società si trovano in una condizione minoritaria.
La questione famiglia-divorzio-matrimoni gay, poi, è talmente complessa che avrebbero dovuto usare mille volte più cautela.
Per concludere non voglio certo scrivere "finocchi di merda potevate stare a casa quel giorno a compiere le vostre immorali pratiche sodomitiche invece di tutta questa pagliacciata", ma sarebbe comunque bastata la conoscenza delle sempre valide teorie Lombrosiane per capire che questi due, come apripista, come simboli, avrebbero fatto più danni che altro.

martedì 22 luglio 2008

DivertiMonte Fest

Ladies and gentlemen...




Accorrete numerosi, tanto non costa niente...

lunedì 21 luglio 2008

Trucchi e trucchetti

Sssiore e ssiori il mago di Arcore si esibirà in un numero, mai riuscito prima d'ora, ci sarà da trattenere il fiato....

domenica 22 giugno 2008

Giampaolo Pansa, uomo di sostanza!

Dopo i libri-verità "Il sangue dei vinti" e "I tre inverni della paura" l'esimio giornalista Giampaolo Pansa ha avuto il coraggio di aprire un altro squarcio nella storia ufficiale, quella imposta al mondo dai vincitori, per fare luce su quella che fu la vera realtà dei difficilissimi anni della Seconda Guerra Mondiale. Avendolo aiutato ad attraversare la strada, gli autori di sBlog sono riusciti a leggere, e a commentare per voi, il manoscritto in anteprima.

FRITZ MEISTERSCHALE: LA GUERRA PERSA, LA PARTITA ANNULLATA

Ambientato in uno sconosciuto paesino dell'Europa centrale, il nuovo romanzo di Giampaolo Pansa narra la storia di 10 ragazzini tedeschi in vacanza durante gli anni '40, presentata a noi attraverso gli occhi del più giovane di essi, Fritz appunto.
La vita nel villaggio scorre tranquilla, pur con gli echi della terribile guerra in corso. Tra corse nei boschi, primi amori e scenette rurali, ci viene offerto un affresco vivissimo della vita quotidiana del tempo, in cui sempre però l'abile mano del giornalista riesce a riflettere gli ideali e le pulsioni di una società coinvolta in una delle più grandi tragedie della storia contemporanea. I 10 ragazzi protagonisti, forti e spensierati come i giovani di ogni epoca, trovano infatti proprio nell'amicizia reciproca quella guida venuta meno con la scomparsa dei loro padri, richiamati al fronte (e di cui giustamente l'autore non dà notizie più precise, a dimostrazione di quanto a volte una insondabile incertezza sia mille volte più tremenda di una terribile verità). La partita a cui si allude nel titolo sarebbe dovuta essere proprio il coronamento di questa loro unione spirituale. Epica rappresentazione dell'incontro-scontro di ogni essere umano con i suoi simili; coerente sublimazione di quella realtà fatta di fratellanza, amori, odi, fedeltà e passioni. Ma è proprio a questo punto che la guerra entra brutalmente nelle giovani vite di Fritz e del suo gruppo, cancellando per sempre dai loro animi l'ingenuità adolescenziale. L'appuntamento: un sabato mattina al campetto coperto di Auschwitz. Là però Fritz e i suoi amici troveranno altri ragazzi ebrei che avevano occupato abusivamente la struttura, impedendo con ciò l'accesso a chiunque altro. In migliaia, chiusi all'interno di quello che per un giorno soltanto sarebbe potuto diventare il Maracanà dei 10 inseparabili commilitoni, si frapposero così tra Fritz e i suoi sogni. Approfittando del caos generato dal conflitto, questi figli di Giacobbe si erano ingiustamente impadroniti del territorio demaniale su cui prima sorgeva la moderna struttura ludica. E allora: la descrizione di intere zone di campo devastate dall'ostinata creazione di migliaia di fosse comuni (e l'autore ricorda come il solo Fritz assisterà, ormai vecchio e logoro, alla rizzollatura definitiva), le docce manomesse e gli spogliatoi devastati, i cadaveri nelle aree di competenza dei 2 portieri (Hans e Knut, descritti qui, con la loro rabbiosa incredulità, in uno dei passaggi più tragici dell'intera opera). Insomma la protervia della guerra che assale giovani uomini innocenti, colpevoli soltanto di non voler abbandonare le proprie comprensibili passioni. Eppure questi ragazzi, sgomenti di fronte all'ingiustizia subita, non potranno fare altro che annullare il loro incontro, tra le grida di scherno di rabbini, banchieri ed usurai. Una frattura insanabile che sarà capace di oscurare per sempre un'amicizia fino ad allora incrollabile e di segnare per sempre le loro vite future.
Le loro grigie camicie non si sporcarono quel giorno, i loro superiori non li dovettero riprendere per un ritardo che tutti invece si attendevano (dovuto magari a quella birra, consumata al pub discutendo del match, che Klaus, figlio di un ufficiale, era solito offrire agli altri). Tutto questo reso ancora più amaro dalla consapevolezza che fino ad ora nessuno aveva avuto il coraggio di raccontare questa storia "scomoda". Ora però il libro di Pansa arriva coraggiosamente a fare luce su questa terribile vicenda umana. E da adesso nessuno di noi potrà più dire: "Io non lo sapevo".

martedì 10 giugno 2008

Scusate il ritardo

Questa notizia è vecchia, data più di due mesi, perciò porbabilmente già la conoscete. Ma è così gustosa....
Andrea Verde, un grande contabile

mercoledì 4 giugno 2008

È nata una stella

Sono stati giorni difficilissimi, lunghissimi. Per noi sinceri antiberlusconiani è stato un vero calvario. Abbiamo assistito sbigottiti alle innumerevoli lodi fatte al premier da quello stesso giornale che due anni fa invitava a votare contro di lui. Siamo caduti in depressione quando un giornalista che attaccava un esponente della maggioranza è stato assediato dai giornali dell'opposizione (e ci ha fatto pena il suo intervistatore che il giorno dopo si autoflagellava in cerca di perdono). Ci siamo chiesti che opinioni avessero di noi quando hanno spostato la spazzatura dai quartieri signorili di Napoli (dove ce n'era poca) per spostarla nelle periferie (dove già abbondava) annunciando esultanti la soluzione del problema rifiuti. Ci siamo sforzati di ridere quando, dopo aver sentito per mesi dire che un accordo con Air France sarebbe stata una svendita e che la soluzione era la cordata italiana, pochi giorni fa il premier se ne esce elogiando la proposta della compagnia francese.
Oddio, a passarcela male non siamo i soli. Da una parte i comunisti che si chiedono (era ora!) che senso abbia continuare ad esistere dopo tutte le cantonate prese nella loro vita. I veltroniani, in mezzo come due noti protagonisti dell'apparato riproduttivo maschile, cercano in tutti i modi di avere la benevolenza del neonato governo, facendo affidamento sulla parola di una persona che li prende per il culo da quasi vent'anni. Alla loro destra i dipietristi sanno che questo è il loro momento buono, ma si scontrano con le difficoltà del loro capo a farsi capire quando parla in luogo pubblico.

Per fortuna però, in questo clima che ci stava spingendo alla rassegnazione, la questione delle migrazioni ha lanciato alla ribalta una figura autorevole, che decidendo di opporsi frontalmente alle politiche dell'attuale governo, ha assunto a pieno titolo il ruolo di leader dell'opposizione:




Sì, lo so che non è il massimo, ma posso garantirvi che ora il mercato non offre di meglio. Ovviamente noi antiberlusconiani non siamo così ingenui da cadere nelle braccai suadenti del primo che passa, come fanno certe femmine tradite. Pertanto attendiamo il candidato leader dell'opposizione ad un nuovo banco di prova. Al prossimo Angelus ci aspettiamo un'arringa sul conflitto di interessi o un attacco alla presenza degli amici dei mafiosi nelle istituzioni.
Forza Benny!Facci sognare!

venerdì 2 maggio 2008

Un atto di trasparenza

Cari (e)lettori di questo blog, questa nuova polemica scoppiata in prossimità del secondo compleanno di sBlog! proprio non ci voleva, perché mina la nostra credibilità, trasformando tutti noi da carnefici in vittime di questa mefistofelica trappola realizzata da questa creatura venuta direttamente dagli inferi:

Sta di fatto che noi, uomini di (poco) coraggio e di altrettanto (poca) specchiata virtù, ci sentiamo vittime di una gogna fiscale che non meritiamo, perché riteniamo che coloro che non stampano lo scontrino, che sulla fattura scrivono volutamente cifre più basse, che stipulano finti contratti d'affitto con cifre più basse di quelle realmente pagate, che assumono una badante rumena perché non vogliono pulire la merda (in senso letterale) dei genitori per poi lamentarsi del fatto che i rumeni rubano il lavoro agli italiani, laddove la scelgono rumena per asseumerla senza pagare i contributi e tutto quel che pretenderebbe una italiana (questi lavoratori italiani che viziati che sono, dopo essere pagati poco e male si lamtentano pure che non gli vengono versati i contributi e che possono morire sul posto di lavoro, che ingrati!) siano dei benemeriti della nazione, dei cavalieri del lavoro (ogni riferimento a toupè e persone è puramente casuale), dei martiri da santificare al più presto possibile.
Ma noi di sBlog!, con la sfacciatezza che ci compete ci spingiamo più in là: sappiamo che Visco un giorno entrerà con un branco di negri in casa nostra a stuprare le nostre mogli e le nostre figlie, ma nonostante tutto abbiamo deciso di pubblicare i nostri redditi, di noi autori, di modo che il pubblico possa farsi la sua opinione.

Pulcino da combattimento 38 euro
Arx 38 euro
Lordpando 38 euro
metalmeccanico 150 euro (derivante dalla vendita di quadri taroccati)
tamas 250 euro (derivante dalla sua fondazione anti delfini)
san rocco connection 38 euro
giallo 6.454.339,47 euro (derivante dalla compravendita di esseri umani al largo delle coste di Lampedusa)
La sfida finale alle forze del male è appena iniziata!!

lunedì 28 aprile 2008

Tu chiamala, se vuoi, informazione

In Svizzera occorrerà una patente per potere tenere un cane.

Nel nord Italia un professionista festeggierà questa sera il 5° compleanno del suo cane affittando una discoteca tutta per lui (Segue intervista al padrone, in posa accanto al cane, con quest'ultimo che non sembra entusiasta, nda)

"E guardate cosa ha combinato questo castoro"...entrato nel supermercato che ha fatto cadere il banco degli alcolici (Commento finale "Chissà se il castoro ha gradito la vodka")

Studio aperto 27/4/2008

venerdì 15 febbraio 2008

Sgarbi e la tramvia

Tra due giorni, il 17 febbraio, i cittadini residenti a Firenze saranno chaimati a votare. Non si tratta di elezioni ma di un referendum abrogativo. In sintesi, semplificando di molto, la domanda è: Volete che la tramvia non venga costruita?. Un quesito semplice. Senza entrare nel merito dell'argomento, che richiederebbe un lungo approfondimento, dico che condivido l'opinione sull'argomento di Vittorio Sgarbi. Il quale, da qualche settimana ha deciso di impegnarsi personalmente in questa lotta. Nasce così lo spot pubblicitario che segue, nel quale Vittorione si impegna fortemente (riuscendoci) a NON FAR CAPIRE UN CAZZO a chi lo ascolta (tra l'altro sembra sotto effetto di tranquillanti, nda)

martedì 12 febbraio 2008

Un girdo disperato

FEDERICO MOCCIA: Mezz'età, romano, pelato. Scrittore. Autore di libri che violano tutte le regole della grammatica italiana come 3MSC (per le persone che hanno ancora ilsacro valore della dignità 3 Metri Sopra il Cielo). Si vocifera proprietario di una ditta di produzione di lucchetti, il che configurerebbe un grave conflitto di interessi. Nel 2007 pubblica il libro "Scusa se ti chiamo amore". Nel 2008 esce nelle sale cinematografiche l'omonimo film diretto dallo stesso Moccia. Il quale, con l'avidità di uno strozzino pubblica contemporaneamente "Diario di un sogno", nel quale sono raccolte "Le fotografie, i miei appunti, le mie emozioni dal set del film", sperando di generare un infinito circolo vizioso.

SILVIO MUCCINO: Giovane attore emergente, da un paio d'anni uscito dalla ffchiavitù della ffeppola. Sedicente figo, comico, attore di talento. Nei fatti un sottoprodotto della cultura del Grande Fratello. Nel febbraio 2008 esce il film da lui diretto "Palrami d'amore".

Di questo passo vedremo a breve il debutto alla regia di Nicolas Vaporidis, Marco Liorni, Marcelo Zalayeta, Micheal Chiavetti e dell'intero lungomare di Senigallia. Perciò ritengo necessario lanciare il mio grido di dolore contro tale degenerazione.

lunedì 7 gennaio 2008

La vera storia della crisi dei rifiuti

Un classico d'annata attuale anche oggi.

sabato 15 dicembre 2007

7yearwinter, Luttazzi e l’Italia

Siamo ad una settimana dalla cancellazione del programma Decameron dal palinsesto de la 7. I più attenti avranno notato, consultando il blog 7yaerwinter, che la polemica è proseguita lungo l'intera settimana. Semplificando la storia, laddove se siete interessati a percorrere tutte le tappe andate sul link di 7yearwinter, il fulcro della polemica è stato la citazione fatta da Luttazzi del comico Bill Hicks. Bucknasty, il giorno dopo del fattaccio della chiusura del programma ha scritto un post nel quale evidenziava la citazione fatta da Luttazzi e puntava ad evidenziare la differenza tra la censura italiana e quell’americana (giacché Hicks non fu licenziato per quelle frasi).
I cortigiani italici della carta stampata non aspettavano altro. Ovviamente i nostri cari giornalisti potevano scrivere un pezzo attinente alla realtà, sostenendo che la censura italiana è ancora fortissima e che dei capi non si può e non si deve parlare male? Ed allora hanno distorto il post (attenzione non l’hanno letto male, anzi, solo che lo hanno adattato al loro tornaconto) sostenendo, per i pelandroni che ancora credono che è vero perché è scritto sul giornale, la seguente (per parlarci semplice) tesi: “Un blog accusa Luttazzi di plagio, ed ha ragione”. Da una settimana Bucknasty sta lottando contro la stampa italiana per avanzare il semplice diritto di non vedersi attribuite affermazioni mai fatte. Ovviamente i nostri cortigiani, quando i blog sono scomodi non fanno nomi (eccetto Grillo e quelli dei giornalisti stessi), mentre quando c’è da mettere i bloggers l’uno contro l’altro i nomi li fanno, eccome. Il Foglio, un quotidiano scritto bene (lo dico perché lo penso) ma che sostiene una marea d’idiozie (alcune: il giornale del compare di Berlusconi e del Papa che si fa paladino della lotta all’establishment; quella ancor più bella di autoproclamarsi “Organo della Convenzione per la giustizia” per racimolare un bel po’ di soldi dallo stato) ovviamente fa muro compatto attorno al proprio direttore, un uomo, che, fosse per lui, scannerebbe Gutemberg con le proprie mani, in quanto colpevole di aver compiuto un attacco laicista contro i frati amanuensi. Libero e Repubblica, invece di dare maggiore spiegazioni linkano siti pornografici. La tesi del cortigianato è che Luttazzi in un anno e mezzo non è riuscito a fare altro che copiare una battuta ad un comico morto. Inutile dire che sono osservazioni fatte da persone in malafede. Sto dalla parte di Bucknasty e Luttazzi. E qui chiudo. Anche perché volevo dare spazio al mio pensiero anticlericale del mattino: perché nessuno ha fatto notare come si deve l’entusiasmo dei quotidiani cattolici per la chiusura del programma? Traendo Bucknasty in un trappolone i nostri adorati cortigiani non hanno poi posto molto l’accento sul fatto che sin dalla prima puntata il Decameron ha preso di petto la questione romana (sì, nessuno vuol dirlo ma la realtà è che l’Italia è ancora prigioniera di questo problema, che ha però assunto una forma diversa) e nella puntata che gli è costata il licenziamento Luttazzi, oltre alla citazione di Hicks (Luttazzi ha sempre fatto citazioni dei satiri americani, ma stavolta, guarda un po’ è un plagio), ha detto cose quali: “Nella Bibbia la famiglia è composta da un uomo e almeno una donna” o “La legge contro la procreazione assistita è una legge medievale”. Diciamoci la verità. La storia su Ferrara è un pretesto; noi dei blog siamo caduti in un trappolone, l’informazione in Italia è fatta da squallidi cortigiani, si fa carriera solo se si amici nel partito. Poi si lamentano della fuga dei cervelli.