sabato 15 dicembre 2007

7yearwinter, Luttazzi e l’Italia

Siamo ad una settimana dalla cancellazione del programma Decameron dal palinsesto de la 7. I più attenti avranno notato, consultando il blog 7yaerwinter, che la polemica è proseguita lungo l'intera settimana. Semplificando la storia, laddove se siete interessati a percorrere tutte le tappe andate sul link di 7yearwinter, il fulcro della polemica è stato la citazione fatta da Luttazzi del comico Bill Hicks. Bucknasty, il giorno dopo del fattaccio della chiusura del programma ha scritto un post nel quale evidenziava la citazione fatta da Luttazzi e puntava ad evidenziare la differenza tra la censura italiana e quell’americana (giacché Hicks non fu licenziato per quelle frasi).
I cortigiani italici della carta stampata non aspettavano altro. Ovviamente i nostri cari giornalisti potevano scrivere un pezzo attinente alla realtà, sostenendo che la censura italiana è ancora fortissima e che dei capi non si può e non si deve parlare male? Ed allora hanno distorto il post (attenzione non l’hanno letto male, anzi, solo che lo hanno adattato al loro tornaconto) sostenendo, per i pelandroni che ancora credono che è vero perché è scritto sul giornale, la seguente (per parlarci semplice) tesi: “Un blog accusa Luttazzi di plagio, ed ha ragione”. Da una settimana Bucknasty sta lottando contro la stampa italiana per avanzare il semplice diritto di non vedersi attribuite affermazioni mai fatte. Ovviamente i nostri cortigiani, quando i blog sono scomodi non fanno nomi (eccetto Grillo e quelli dei giornalisti stessi), mentre quando c’è da mettere i bloggers l’uno contro l’altro i nomi li fanno, eccome. Il Foglio, un quotidiano scritto bene (lo dico perché lo penso) ma che sostiene una marea d’idiozie (alcune: il giornale del compare di Berlusconi e del Papa che si fa paladino della lotta all’establishment; quella ancor più bella di autoproclamarsi “Organo della Convenzione per la giustizia” per racimolare un bel po’ di soldi dallo stato) ovviamente fa muro compatto attorno al proprio direttore, un uomo, che, fosse per lui, scannerebbe Gutemberg con le proprie mani, in quanto colpevole di aver compiuto un attacco laicista contro i frati amanuensi. Libero e Repubblica, invece di dare maggiore spiegazioni linkano siti pornografici. La tesi del cortigianato è che Luttazzi in un anno e mezzo non è riuscito a fare altro che copiare una battuta ad un comico morto. Inutile dire che sono osservazioni fatte da persone in malafede. Sto dalla parte di Bucknasty e Luttazzi. E qui chiudo. Anche perché volevo dare spazio al mio pensiero anticlericale del mattino: perché nessuno ha fatto notare come si deve l’entusiasmo dei quotidiani cattolici per la chiusura del programma? Traendo Bucknasty in un trappolone i nostri adorati cortigiani non hanno poi posto molto l’accento sul fatto che sin dalla prima puntata il Decameron ha preso di petto la questione romana (sì, nessuno vuol dirlo ma la realtà è che l’Italia è ancora prigioniera di questo problema, che ha però assunto una forma diversa) e nella puntata che gli è costata il licenziamento Luttazzi, oltre alla citazione di Hicks (Luttazzi ha sempre fatto citazioni dei satiri americani, ma stavolta, guarda un po’ è un plagio), ha detto cose quali: “Nella Bibbia la famiglia è composta da un uomo e almeno una donna” o “La legge contro la procreazione assistita è una legge medievale”. Diciamoci la verità. La storia su Ferrara è un pretesto; noi dei blog siamo caduti in un trappolone, l’informazione in Italia è fatta da squallidi cortigiani, si fa carriera solo se si amici nel partito. Poi si lamentano della fuga dei cervelli.

1 commenti:

Lario3 ha detto...

Grazie mille (a nome mio e a nome di Papa Sisto) :-D

CIAO!!!