giovedì 18 maggio 2006

Serve qualcosa di raccapricciante...


Ho finalmente capito perchè questo Blog rischia di morire "prematuramente": ci comportiamo come se fossimo in un normale spazio fisico, rapportandoci a chi legge come se cercassimo la sua approvazione, cercando un contatto che è impossibile in una rete "finta" come quella di internet.Cacchio Internet non è niente di tutto questo: Internet è Futilità, Raccapriccio, Pornografia. Purtroppo però io sono un puritano, quindi contrario sia alla pornogrfia (i vostri porci comodi ve li fate in altri spazi impuri) che alla futilità (E' solo col lavoro che si può arrivare a comprendere la grandezza di Dio). E' chiaro dunque che ora non posso che parlare di Raccapriccio. La mia esperienza è veramente fresca fresca. Ieri, mentre stavo uscendo dal bagno di casa mia, sono scivolato a causa del pavimento bagnato e invece di cadere subito per terra ho infilzato l'ascella su un gancetto attaccato allo stipite della porta e utilizzato per chiudere la stessa. Nella caduta ho quindi scaricato su quel gancetto tutti i miei 70 kg (+ l'energia cinetica del momento). Risultato: mi sono lacerato un bel pezzo di pelle, dalla quale ha cominciato ad uscire una specie di poltiglia gialla che ho poi capito essere il mio grasso. Devo dire che alla fine mi è andata bene, solo 5 punti al pronto soccorso, e sicuramente mi potevo fare molto più male. Però non dimenticherò tanto facilmente il tragitto verso l'ospedale: Io seduto vicino al guidatore, con il cavo ascellare dal quale per un paio di volte ho visto cadere pezzi delle mie interiora. Palline giallo-rosse che si andavano a posare dolcemente sul tappetino e che in fondo sapevo essere solo una minima parte di quella che sentivo pendere sotto il mio braccio destro. Una poltiglia che finalmente libera non si sentiva più costretta sotto la mia pelle, che si affacciava sul mondo da quella falla apertasi all'improvviso.E il tutto provocato da un piccolo gancio corto e dalla punta piatta che mi ha bucato come si buca una panetta di burro con uno stecchino...
Cacchio questo si che è raccapricciante, o no?

11 commenti:

SanRoccoConnection ha detto...

Cacchio ho Linkato tutto il nostro stesso sito...sono veramente inagile...

pulcino_da_combattimento ha detto...

ok viva le cose raccapriccianti:
avendone molte da raccontare di cose capitate nella mia ancor breve vita, inizierò da quella più indelebile per il mio fisico: quando mi sono spappolato le ginocchia e mi sono scoperto l'osso della rotula. devo dire che per quanto doloroso e schifoso sia da vedere, l'adrenalina riesce a renderti la cosa anche piacevole, io infondo vedevo continui zampilli di sangue che andavano a diluire quella poltiglia di pelle insanguinata e sassi di ogni dimensione e forma per "colare giù" dalle gambe raccogliersi sui miei calzini. ero completamente chiuso nel mio incubo/sogno mi ero disconnesso dal mondo circostante per seguire accuratamente ogni singolo secondo di quella vicenda che mi vedeva il protagonista principale, solo che l'unica sceneggiatura del film erano le mie gambe sanguinanti bisognose di repentine cure. sono ripiombato nel pianeta terra solo quando una troia di infermiera mi pose una domanda: "ti fa male?", io che ero tutto preso nel controllare che tutto andasse per il verso giusto (ovvero che non ci fossero altri danni al di fuori di quelli che riuscivo a vedere) appena cercai di trovare una risposta per l'umile ma pur troia infermiera, mi accorsi di quel dolore lancinante che proveniva dalla zona che tanto mi aveva attratto per tutto quel tempo. dissi: "si, si vede anche l'osso". per fortuna capirono in fretta che non ero il solito burlone che si diletta nel far perdere tempo alla croce rossa, quindi mi medicarono pessimamente ed io ancora oggi posso vantare di vere prosciutto cotto sulle ginocchia. grazie a tutti coloro che tanto bene mi hanno medicato in quel periodo. si anche tu frezzotti padre.

arx ha detto...

Non so se vi è mai stato messo un catetere...

pulcino_da_combattimento ha detto...

azz no, però quando mi hanno ricoverato per la sinusite per togliermi l'enorme quantità di muco che avevo cementificata nel naso e nelle cavità adiacente usavano una sorte di aspirapolvere per caccole che te lo cacciavano su per il naso e tu (rigorosamente a bocca aperta) guardavi fiumi di muccioli che andavano raccolti in un sacchetto (rigorosamente bianco) del quale volendo, alla fine del trattamento, avrei anche potuto lamentarne la proprietà.

Anonimo ha detto...

però voglio che il sab scriva di quando per gioco s'è ingoiato una monetina che gli è costata una lavanda gastrica. lo voglio troppo.

Tamas ha detto...

"Non so se vi è mai stato messo un catetere...", Sì. Cinque volte.

arx ha detto...

Forse ti stai confondendo con Clistere

arx ha detto...

Raidue, dopo pranzo.
Più raccapricciante adesso non mi viene

Tamas ha detto...

Prima di tutto ho cambiato il mio nome, rendendolo più affine ed aderente alla tradizione franco-gallica delle nostre colline. In secundis, voglio narrarvi di un mio amico che aveva problemi d'aria ai reni (non so come sia possibile; fatto sta che aveva i reni pieni d'aria). Già questo non è bene; ma un giorno gli successe anche di peggio. Avvertì quasi d'improvviso una strana spinta che dai reni spingeva verso il condotto urinario. Ebbe appena il tempo di chiedersi cosa stava succedendo che un lieve Pffffrrr lo mise al corrente della strana novità: aveva appena scoreggiato dal cazzo. Il dolore che ne seguì non è dato capirlo né riferirlo. So solo che per un'intera settimana il concetto di pisciata, lungi dallo sposare il consueto significato di "liberazione", andò semmai ad accoppiarsi con quello assai meno gradito di "tortura & umiliazione". Tanto che a lungo cercò di non pisciare. Ma come dice il poeta, poscia più che 'l dolor poté 'l digiuno: pisciò e soffrì. Fine.

Tam ha detto...

Potrei raccontare di quando anchi' io mi ferii al ginocchio con l' aiuto di una bicicletta da passeggio aiutata dal suolo di sassi bianchi e appuntiti... La perdita d' aderenza sulla ruota anteriore fà sì che il catorcio da me governato mi scaraventasse violentemente sulla maledetta breccia, la quale, con odiosa precisione, mi lacerò il ginocchio sinistro, consentendo anche ai miei poveri occhi di infante incosciente, di osservare la bianca rotula. Il dolore però lo provai subito dopo , quando i miei nonni accorsero a medicarmi muniti di ovatta e ALCOOL... Memorabile anche la medicazione in pronto soccorso: punti di sutura senza anestesia applicati da un medico che si lamentava del fatto di non essere chirurgo e di non aver la minima padronanza con gli stessi... Nonna mi diede conforto porgendomi un fazzoletto di stoffa da stringere tra i denti. La sutura fù dolorosissima e a dir poco approssimativa, a seguire ebbi pure un' infezione alla ferita (puss). Ringrazio però il dott. Fattori. Lui mi fece davvero coraggio dicendomi una volta ultimata la faccenda "Dai che quando te sposi non te ricordi più de niente"................................




MA VAFFANCULO VA'!!!!

arx ha detto...

Questo mi fa pensare a quanto possano essere maldestri e incoscienti i bimbi. In particolare io.
Ricordo che un giorno, giocavo felice dietro la mia casetta con una sorta di monopattino ricavato da una bicicletta. Codesto attrezzo aveva dei dadini sulla ruota posteriore adibiti a tenere serrata la ruota stessa alla forcella, ok? Io, inagile infante, mi divertivo a impennare con il marchingegno tenendo a terra il piede destro. Una fatale impennata però, fece si che il dadino in questione venisse a contatto violentemente con la carne della mia caviglia, proprio sopra il malleolo.Il peso immenso del veicolo (il cui pianale era costituito da barre d'acciaio per cemento armato fuse al telaio della ex bici) consentì al dadino di scarnificare con tranquillità quella parte del mio corpo.
Ovviamente il dolore fu immenso, non piansi, saltellai su un piede solo per diversi secondi, mi sedetti e guardai. C'era pochissimo sangue, come a lasciarmi vedere chiaramente l'osso biancheggiante. Corsi al bagno e DA SOLO, DI MIA SPONTANEA VOLONTà, mi ci buttai l'alcool. Probabilmente in casa avevo anche il disinfettante,ma oltre al masochismo, ero convinto che se faceva così male significava che mi stava disinfettando veramente bene...
Bene, vi chiederete, dopo cosa hai fatto? Dunque, messo a posto l'alcool, visto che non usciva tanto sangue, non ho avuto neanche bidsogno di fasciarlo, quindi... SONO TORNATO DI NUOVO AL BICI-PATTINO (o mono-cletta). A fare cosa? Ma è ovvio, AD IMPENNARE TENENDO IN TERRA IL PIEDE SINISTRO!!!!!!!


Dopo non più di dieci minuti ero in bagno a buttare l'alcool sull'altra caviglia....

Bene, chi mi vede strano sappia che tanto normale non sono mai stato.
Se non credete a questa storia poso benissimo dimostrarvi che è vera facendovi vedere le due cicatrici identiche, simmetricamente posizionate sulle mie due caviglie.